Ubuntu 26.04 LTS «Resolute Raccoon»: tutte le novità e come aggiornare da Ubuntu 24.04

Ubuntu 26.04 LTS «Resolute Raccoon» porta GNOME 50, il kernel Linux 7.0 e nuove app di sistema. Ecco tutte le novità e la guida per aggiornare da Ubuntu 24.04 LTS.

Ubuntu 26.04 LTS «Resolute Raccoon»: tutte le novità e come aggiornare da Ubuntu 24.04

Dopo mesi di sviluppo e una beta seguita con attenzione dalla comunità, Ubuntu 26.04 LTS, nome in codice «Resolute Raccoon», è stata rilasciata il 23 aprile 2026 ed è ormai una base solida per chi usa Linux ogni giorno. A fine settembre 2026 è arrivato anche il primo aggiornamento cumulativo, la versione 26.04.1, che ha aperto ufficialmente il percorso di upgrade per chi arriva da Ubuntu 24.04 LTS. In questa guida vediamo che cosa cambia rispetto alla versione precedente, a chi conviene aggiornare subito e come farlo in sicurezza, passo dopo passo, da riga di comando.

Cos'è Ubuntu 26.04 LTS «Resolute Raccoon»

Ubuntu 26.04 è una release LTS (Long Term Support), cioè una delle versioni "stabili" che Canonical pubblica ogni due anni e che riceve aggiornamenti di sicurezza per un periodo molto più lungo rispetto alle release intermedie. È pensata per chi preferisce un sistema che cambia poco nel tempo: PC di lavoro, server, macchine virtuali e qualsiasi ambiente dove la stabilità conta più delle ultime novità a tutti i costi.

Il nome in codice, come da tradizione Ubuntu, è un animale e un aggettivo in ordine alfabetico: dopo la «Plucky Puffin» (25.04) e la «Questing Quokka» (25.10), tocca alla lettera R con il procione «Resolute» (risoluto, determinato).

GNOME 50: il cuore del nuovo desktop

La novità più evidente per chi usa Ubuntu ogni giorno riguarda l'ambiente desktop, basato sulla nuova versione GNOME 50. Rispetto a GNOME 48, che equipaggiava Ubuntu 24.04, i cambiamenti più utili nella pratica sono:

  • Notifiche raggruppate: i messaggi della stessa applicazione vengono impilati insieme invece di accumularsi uno sopra l'altro, rendendo il centro notifiche più ordinato.
  • Supporto HDR sui monitor compatibili, per colori più ricchi in foto, video e giochi.
  • Prestazioni migliorate: GNOME 50 consuma meno CPU e memoria rispetto alle versioni precedenti, con un'interfaccia più fluida anche su computer meno recenti.
  • Accessibilità rafforzata, con correzioni pensate per chi usa lettori di schermo e altre tecnologie assistive, incluse nell'installer stesso.
  • Desktop remoto e touch più reattivi, utili per chi lavora su laptop convertibili o si collega da remoto a un altro PC.
  • Calendario con più fusi orari, comodo per chi lavora con colleghi o clienti in altri paesi.
  • Refresh rate variabile (VRR) e un sistema di affiancamento delle finestre (tiling) rivisto, per organizzare più app sullo schermo senza strumenti di terze parti.

Anche il tema grafico Yaru è stato aggiornato, con nuove icone per le cartelle che seguono il colore d'accento scelto dall'utente, oltre a icone dedicate per le applicazioni predefinite sostituite in questa release.

Solo Wayland: la sessione X11 classica non c'è più

Un cambiamento tecnico importante, anche se invisibile nell'uso quotidiano per la maggior parte delle persone, è che Ubuntu 26.04 rimuove la sessione GNOME su Xorg, il vecchio sistema grafico usato da Linux per decenni. D'ora in poi l'unica sessione desktop disponibile è quella basata su Wayland, il protocollo grafico più moderno già predefinito dalle release precedenti.

In pratica, chi usa applicazioni pensate solo per X11 non deve preoccuparsi: continuano a funzionare grazie a XWayland, uno strato di compatibilità che le fa girare all'interno di una sessione Wayland. Chi invece ha davvero bisogno di una sessione X11 completa, ad esempio per alcuni strumenti di sviluppo o configurazioni particolari con schede grafiche datate, deve rivolgersi a una delle edizioni ufficiali derivate, come Xubuntu, che la mantengono disponibile più a lungo.

App predefinite: cosa cambia sul desktop

Ubuntu 26.04 sostituisce diverse applicazioni storiche di GNOME con alternative più moderne, nate dallo stesso progetto GNOME Circle:

  • Papers prende il posto di Evince come visualizzatore di documenti PDF, con in più qualche funzione di modifica di base.
  • Loupe sostituisce Eye of GNOME per la visualizzazione delle immagini.
  • Ptyxis diventa il terminale predefinito al posto di GNOME Terminal.
  • Resources unisce in un'unica app le funzioni di Monitor di sistema e delle statistiche energetiche.
  • Showtime è il nuovo lettore video predefinito.

Sul fronte browser, Firefox 150 resta l'unico browser preinstallato nell'installazione standard. Durante l'installazione, scegliendo l'opzione "Selezione estesa" si possono aggiungere automaticamente anche LibreOffice, Thunderbird, Transmission e altri programmi che prima erano preinstallati di default.

Due strumenti storici, Software & Updates e Startup Applications, non sono più installati di default: chi ne ha bisogno può reinstallare il primo con il pacchetto software-properties-gtk dal terminale o dal Software Center.

Sicurezza: Security Center e cifratura del disco con TPM

La sicurezza è uno dei temi su cui Canonical ha investito di più in questa release. Il nuovo Security Center, integrato nelle impostazioni di sistema, raccoglie in un unico posto la gestione di Ubuntu Pro, la cifratura del disco e i permessi delle applicazioni Snap (accesso a file, fotocamera, microfono).

Per le installazioni desktop che dispongono di un chip TPM (Trusted Platform Module, presente nella maggior parte dei PC recenti), Ubuntu 26.04 supporta la cifratura completa del disco con sblocco automatico tramite TPM: le chiavi di decifratura restano custodite nel chip e vengono rilasciate all'avvio solo se i controlli di integrità del sistema vanno a buon fine, senza bisogno di inserire una password a ogni accensione.

Altre novità lato sicurezza includono il supporto di OpenSSL alla crittografia post-quantistica (pensata per resistere, in futuro, anche ai computer quantistici) e una gestione migliorata del dual boot sui sistemi protetti da BitLocker, utile per chi tiene installati sullo stesso PC sia Windows sia Ubuntu.

Sotto il cofano: kernel Linux 7.0 e componenti di sistema

Ubuntu 26.04 è la prima release LTS a usare il kernel Linux 7.0, il "motore" che fa dialogare il sistema operativo con l'hardware del computer. Tra i miglioramenti più concreti per l'utente finale ci sono un supporto hardware più ampio (inclusi i laptop con processori Qualcomm Snapdragon X1), ottimizzazioni per lo scheduling su CPU e NPU recenti, e correzioni di prestazioni su alcune GPU AMD meno recenti.

Sul fronte multimediale, il formato immagine JPEG XL è ora supportato nativamente, e l'accelerazione video VA-API è attiva di default sui sistemi con GPU AMD e Intel, per una riproduzione video più fluida e con minor consumo di batteria. Chi gioca su Linux tramite Wine o Proton può beneficiare del nuovo driver NTSYNC, pensato per migliorare le prestazioni dei titoli nati per Windows.

Per chi usa strumenti da riga di comando o sviluppa software, la dotazione aggiornata comprende, tra gli altri, systemd 259 (che abbandona il supporto al più vecchio cgroup v1), APT 3.2, Python 3.14, PHP 8.5, GCC 15.2 e Rust 1.93. Proprio Rust è protagonista di un altro cambiamento simbolico: alcune utility storiche del sistema, come il comando sudo, sono state riscritte in questo linguaggio, pensato per ridurre gli errori di gestione della memoria che in passato hanno causato molte falle di sicurezza nel software scritto in C.

Requisiti di sistema

Per un'esperienza desktop confortevole, Canonical consiglia almeno un processore dual-core da 2 GHz, 6 GB di RAM (contro i 4 GB raccomandati per Ubuntu 24.04) e 25 GB di spazio libero su disco. Si tratta di una raccomandazione, non di un requisito rigido: Ubuntu continua ad avviarsi anche su macchine meno potenti, ma con qualche compromesso in termini di fluidità. Per l'installazione serve una porta USB o un lettore DVD; la connessione a Internet è consigliata, ma non indispensabile, durante il primo setup. Chi usa Ubuntu Server ha invece requisiti molto più contenuti, a partire da 1,5 GB di RAM e 4 GB di spazio su disco.

Quanto dura il supporto di Ubuntu 26.04 LTS

Come tutte le release LTS, Ubuntu 26.04 riceve 5 anni di supporto standard gratuito, con aggiornamenti di sicurezza e correzioni critiche fino ad aprile 2031. Chi sottoscrive Ubuntu Pro (gratuito fino a 5 macchine per uso personale) può contare su altri 5 anni di manutenzione estesa (ESM), per un totale di 10 anni di copertura. Dalla fine del 2025 Canonical offre anche un Legacy add-on a pagamento, pensato per chi deve mantenere in produzione sistemi molto datati: attivabile dopo i primi 10 anni, porta il supporto complessivo fino a 15 anni, con un sovrapprezzo del 50% rispetto al piano Pro standard.

Come aggiornare da Ubuntu 24.04 LTS a Ubuntu 26.04 LTS

Dal 29 settembre 2026 l'aggiornamento diretto da Ubuntu 24.04 LTS alla 26.04.1 LTS è ufficialmente abilitato: non serve passare da versioni intermedie come la 24.10 o la 25.04. Ecco i passaggi consigliati, da eseguire da terminale.

1. Fare un backup. Prima di qualsiasi aggiornamento importante, è buona norma salvare una copia dei propri dati, ad esempio con un'immagine del sistema o semplicemente copiando la cartella personale su un disco esterno o un altro computer.

2. Portare il sistema attuale completamente aggiornato, riavviando al termine:

sudo apt update
sudo apt upgrade
sudo snap refresh
sudo apt autoremove --purge
sudo reboot

3. Verificare il canale di aggiornamento. Il file di configurazione deve essere impostato sul canale LTS:

cat /etc/update-manager/release-upgrades
sudo sed -i 's/Prompt=.*/Prompt=lts/' /etc/update-manager/release-upgrades

4. Avviare l'aggiornamento con il comando dedicato:

sudo do-release-upgrade

Se il sistema non propone ancora l'aggiornamento tramite il canale normale, si può forzarne il controllo con:

sudo do-release-upgrade -d

Durante la procedura, lo strumento chiederà conferma per diversi passaggi: è generalmente sicuro confermare il riavvio automatico dei servizi, mantenere le versioni installate dei file di configurazione modificati manualmente (su un desktop è quasi sempre la scelta più sicura) e rispondere "sì" alla rimozione dei pacchetti obsoleti al termine. Il processo può richiedere da trenta minuti a oltre un'ora, a seconda della velocità della connessione e del numero di pacchetti da scaricare; al termine il sistema chiederà un riavvio.

5. Al riavvio, un ultimo controllo per assicurarsi che tutto sia aggiornato:

sudo snap refresh
sudo apt update
sudo apt upgrade
sudo apt autoremove --purge

Cosa controllare dopo l'aggiornamento

Una volta completato l'upgrade, vale la pena dedicare qualche minuto a verificare che tutto funzioni come previsto: i driver grafici proprietari (in particolare su schede NVIDIA), le estensioni GNOME eventualmente installate in precedenza (alcune potrebbero non essere ancora compatibili con GNOME 50), i repository di terze parti aggiunti manualmente nel tempo e, più in generale, le applicazioni usate quotidianamente per lavoro. Conviene anche leggere le note di rilascio ufficiali prima di partire, perché elencano eventuali problemi noti e le relative soluzioni per casi particolari (ad esempio configurazioni con dual boot o hardware non standard).

Chi preferisce prendersi più tempo prima di passare alla nuova versione può restare tranquillamente su Ubuntu 24.04 LTS, che riceverà aggiornamenti di sicurezza fino ad aprile 2029: non c'è alcuna fretta, e un upgrade importante come questo è sempre meglio pianificarlo con calma piuttosto che eseguirlo di corsa.

Fonti ufficiali

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